Dan D’Agostino, Momentum: suono che lascia senza fiato

O che te ne offre in abbondanza.

Quando mi è stato chiesto di scegliere marchi ed apparecchi per videohifishop, ho messo un paletto ben preciso: non voglio conoscere i ricarichi, non voglio sapere cosa vi conviene di più e cosa meno. Voglio scegliere in piena libertà solo secondo criteri di qualità.

Questo mi ha fatto scegliere, senza patemi d’animo, e sapendo che ci sarebbe stata la solita scia di “ma quanto costa”, “è una follia” etc.etc., l’integrato di Dan D’Agostino, il Momentum. Costa tanto? Tantissimo? Quanto costa un Aston Martin? Ci sono oggetti che prescindono dal prezzo e dal fatto di poterseli permettere, vanno ammirati per come sono fatti e per quello che riescono ad esprimere.

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Ebbene questa sorta di Nautilus suonante (nessun riferimento a B&W, molti a Jules Verne) realizzato scavando l’acciaio dal pieno (e non solo come esercitazione di bravura) che fa respirare i transistor attraverso un complesso sistema di aria forzata privo di ventole e altri artifici elettrici, e li mantiene sempre alla temperatura ideale di 52°, fa delle cose, ma delle cose… Non voglio rinfocolare la disputa “il miglior amplificatore del mondo”, dipende da tante cose, da cosa ci devi fare, con che lo accoppi, in base a quale parametro preferenziale etc.

Sicuramente è il più naturale, in assoluto, che abbia mai ascoltato. E’ come se fosse l’aria stessa ad amplificatore il segnale che dalla sorgente va alle casse. In mezzo c’è, casualmente, un’opera di design che a me piace moltissimo, magari a qualcuno meno, ma certo non difetta di originalità e personalità.

La potenza non è un problema, direi per nessun diffusore (magari per le Stax opterei per una più potente soluzione pre+finali), ma la sensazione di freschezza, di purezza, di “assenza” dal percorso del segnale, è qualcosa di mai udito prima.

Videohifishop o non videohifishop, consiglio a qualsiasi appassionato che voglia avere a disposizione i parametri massimi di giudizio, di ascoltarlo. almeno una volta. Prima di esprimere un giudizio aprioristico che comunque verrebbe travolto dalla incredibile “facilità” del suono di questo magnifico integrato.

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